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Carla è pazza!!!...e me piaceee

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per chi si sente in...CAPTIVITY

carla catalano

Occupation
Location
March 29

è prigione...

PRIGIONE di YOGO NGANA NDJOCK

Vivere una sola vita,
in una sola città,
in un solo paese,
in un solo universo,
vivere in un solo mondo è prigione.

Amare un solo amico,
un solo padre,
una sola madre,
una sola famiglia,
amare una sola persona è prigione.

Conoscere una sola lingua,
un solo lavoro,
un solo costume,
una sola civiltà,
conoscere una sola logica è prigione.

Avere un solo corpo,
un solo pensiero,
una sola conoscenza,
una sola essenza,
avere un solo essere è prigione.

da "Foglie vive calpestate. Riflessioni sotto il baobab"
December 31

Natale in Palestina....auguri???

Un piccolo spunto per riflettere. Riflettere sulla banalità del non avere che indossare per il cenone di Natale o Capodanno, del quesito esistenziale sul dove si andrà a ballare o quale offerta attivare per inviare gratis sms al mondo intero, del cosa preparare da mangiare quando si è in dieci ma si cucina per un esercito. Uno spunto per pensare in grande, a un popolo che di punto in bianco si è trovato privato della propria terra anche per via della nostra più o meno voluta complicità. Per pensare al Natale di centinaia di bambini e donne che non avranno neanche un tetto sotto cui dormire mentre noi riponiamo i nostri tanto amati regali sotto l'albero.

 

E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l’elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto?

E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili - e d’altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all’angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? - se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l’obiettivo è sradicare Hamas - tutto questo rafforza Hamas.
Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l’esercizio della democrazia - ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa. Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare - non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa - la racconteranno così, un giorno i sopravvissuti.

E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente - e ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto - perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l’ennesima arma di distrazione di massa per l’opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come - testuale - gli attacchi contro i civili.
Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo di pace, mentre l’unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati - perché allora non è processo di pace la proposta saudita? La fine dell’occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall’altro lato del Muro?

Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora, l’indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita - solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento.
Europei, americani e anche gli arabi - perché dove è finita la sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? - siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo delegazione - e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell’aria, come sugheri sull’acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola? Una clinica forse? Delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele.
Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita. Ma chi è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant’anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull’ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l’esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo.
Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.

So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid - e genocidio. Perché non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che l’ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori.
La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?

Lettera di Mustafa Barghouti del 27/12/2008

December 23

dalla voce del mitico JOHNNY OSBOURNE....

Render your arms and not your garments
The truth is there for who have eyes to see
All charity has no place in this judgement
Remember the words of prophecy

Children, run come the truths and rights
That's what I'm about
You know the truths and rights
Teach it to the children
You know the truths and rights
Teach it to the children
Cause they should know
know know know know

Children say a little prayer
Every night before you go to sleep
Cause tomorrow is promised to no one
When you think it's peace and safety, Lord
It could be, it could be sudden destruction
Cause we know, yes we know

Remember I say this few words to you
Remember the words I'm saying to you right now
And for tomorrow and hence for I say

Render your arms and not your garments
The truth is there for who have eyes to see
All charity has no place in this judgement
Remember the words of prophecy

Children, run come the truths and rights
That's what I'm about
You know the truths and rights
Teach it to the children
You know the truths and rights
Teach it to the children
Cause they should know
November 10

...ma è la vita....

Strano come le cose più inaspettate accadano sempre tutte insieme...e questo vale nel bene e purtroppo anche nel male....
Da un mese circa a questa parte la mia vita si è come rivoluzionata. Prima positivamente: nel momento in cui, come dicevo sempre a Franceschina, mi sentivo come una "luna a tre quarti"...ecco che il mio quarto mancante è giunto sotto le sembianze di un pezzo importantissimo di passato. Quando credevo che certe sensazioni non potessero più arrivare, quando credevo di non poter più sentire determinate emozioni..ecco che è tornato nella mia vita Pino, a riscaldarmi il cuore. Sono ritornata a godere delle nostre giornate passate così...a base di coccole interminabili, pizze, film, e tanto tanto amore....Non ricordavo più come riuscivamo a stare bene insieme con poco..senza bisogno di surplus ma solo con l'affetto reciproco. Mi sono finalmente sentita una "luna piena"....con un rapporto magnifico con me stessa, con gli amici, l'amore...avevo anche ripreso a fare danza, praticamente una delle mie passioni più grandi.
Ma ecco che arriva la sorpresa negativa:..... ometterò il tutto per tatto verso chi legge...forse per l'incapacità di dire...dico solo grazie a chi mi sta vicino in questo periodo terribile...ai ragazzi del gruppo e soprattutto a Pino....senza di lui non potrei mai essere tanto forte....perchè adesso devo veramente sforzarmi di esserlo...
.....C'è la vie????
August 11

RAGIONI DI UN' ADESIONE (cit.)

Per quest' intervento mi rifaccio a una mail che mi è appena arrivata dal partito. Parla di Lidia Menapace, o meglio, è una sua lettera aperta in cui spiega le ragioni per cui si è iscritta al partito. Leggendola mi sono riconosciuta in molte delle sue affermazioni ed osservazioni e , pur sentendomi infinitamente piccola rispetto a una tale personalità, mi sento anche io in dovere verso me stessa e verso chi mi legge di dare delle spiegazioni.
Non so dire il giorno in cui ho capito di essere comunista. Forse ci nasci o forse no, forse lo diventi in base agli ambienti che frequenti o forse no.....il Determinismo non mi ha mai convinta più di tanto. Solo che con gli anni, nelle discussioni a casa o a scuola, capisci di essere sempre dalla stessa parte, quella dei Comunisti. E non per partito preso (perchè a volte lo scopri solo dopo che le idea che hai sono le stesse che hanno quelli con la falce e il martello). Ma mi sono sempre ritenuta uno spirito libero e mai avrei potuto incatenare la mia mente a un filone di pensiero, a una tessera, a un nome....soprattutto nell'età dello sviluppo temevo che qualcuno potesse farmi a modo suo il lavaggio del cervello e io non potevo permetterlo. La mia militanza involontaria e silenziosa è andata avanti dal primo anno di liceo fino a qualche mese fa, quando anche io ho deciso di "farmi fare la tessera".
Il perchè è di seguito spiegato:
Ho capito che era arrivato il giorno appena il telegiornale ha comunicato la sconfitta vergognosa della sinistra arcobaleno alle elezioni dello scorso Aprile.
Non riuscivo a capire dove diavolo fossero finiti tutti quei professori comunisti dalle famiglie comuniste(un bel pò di voti) e poi quei gruppi infiniti di ragazzi alternativi che partecipano a tutte le manifestazioni, con tanto di bandiere del Che,  o alle iniziative organizzate dai GC(altri bei voti)....che sia solo una moda per sentirsi contro il sistema ma per poi finire a votare "quello" che ha fatto il favore a mamma e papà??? Davanti a certi pensieri sono inorridita...soprattutto quando ho visto che i miei vecchi amici (quelli che per la cronaca si sono da sempre spacciati per comunisti e ascoltano i 99posse...infervorandosi cantandone le canzoni più impegnate) venivano a darmi i volantini del PD....lì proprio non ho retto.
E' arrivato il momento di agire, mi sono detta, e montando sulla mia Carolina mi sono diretta alla sede del PRC. Dal tesseramento alle prime iniziative non è passato molto tempo. Ho vissuto la mia prima campagna elettorale, ho incontrato Caruso, ho votato la mozione 1 al congresso (temendo vivamente per le sorti di quello che sentivo già essere il MIO partito) e adesso mi trovo a vivere la quotidianità della militanza...quella fatta di turni al mercatino e di idee per ricominciare veramente dal BASSO A SINISTRA. Scendere tra la gente, capire i bisogni delle persone e lavorare su quello, interpretare la traiettoria bizzarra dell'evoluzione di questa società:questo è quello che voglio fare. E ringrazio i compagni che mi stanno guidando lungo questa strada, perchè calarsi dall'ideale alla prassi è veramente difficile, ve lo assicuro. Domani ennesimo turno al mercatino e presto il campeggio dei giovani comunisti, occasione di divertimeno si, ma anche di confronto con ragazzi/e che vivono realtà diverse dalla mia, con cui scambiare idee e spunti. Perchè amici e compagni....
 
....c'è la guerra, con le sue stragi; e la guerra quotidiana del lavoro, con i suoi morti; e la guerra della fame, con i suoi annegati; e la guerra della disinformazione, che uccide i cervelli, e davvero non si può aspettare, non dico un mese ma neppure un minuto di più, per rimboccarsi le maniche e andare tra la gente e lavorare a risvegliare coscienze. (Lidia Menapace)
 
 
 
 
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